Al di là delle frasi ad effetto, una lettura approfondita delle sentenze della Cassazione (vedi l’articolo QUI) – che prima dello scorso Natale hanno segnato un riequilibrio delle posizioni di forza tra Agenzia delle Entrate e contribuenti nella procedura degli studi di settore – ha evidenziato come la magistratura sia giunta alle medesime conclusioni formulate nel seminario di aggiornamento promosso dalla Associazione il 12 maggio 2009 presso la sede della ASCOM napoletana. In quella sede – ed insieme alla relatrice, Daniela Conte, docente di Diritto Tributario alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Parthenope di Napoli – si rimarcava la necessità che il contraddittorio tra le parti fosse inteso in senso difensivo. In relazione a ciò, si auspicava che la legge fissasse l’obbligo – per l’amministrazione finanziaria – di redigere un verbale nel quale indicasse i motivi per cui il contribuente era da ritenere “non in linea” con i parametri degli Studi di Settore, in modo da consentire una più pronta tutela della propria posizione fiscale.
Ebbene, dai commenti della dottrina appare sempre più evidente che l’interpretazione delle pronunce della Suprema Corte vadano ad inscriversi in quella direzione.
Un motivo di soddisfazione per un soggetto che - come la Associazione – promuove forme e formule di dibattito e di analisi della situazione in chiave propositiva.
Studi di settore: la Cassazione è d’accordo con noi!
9 febbraio 2010 di claudio calveri
Una Risposta




[...] Le tappe della lotta contro il sopruso fiscale Era la fine del 2009 quando la Cassazione pronunciava importanti decisioni circa la vessatori età del regime di applicazione degli Studi di Settore. Un punto già sollevato dal Centro Studi Federmoda Napoli e portato all’attenzione del pubblico in un convegno (vedere l’articolo). [...]